natalino otto

Oltre cento anni sono passati dalla sua nascita e cinquanta dalla sua scomparsa…. ma il tempo non ha intaccato quel ritmo dondolante che contraddistingue le sonorità swing di Natalino Otto.

Le melodie delle sue canzoni si sono tramandate da nonni a nipoti e hanno fatto da sottofondo all’infanzia di bambini che ascoltavano le loro mamme canticchiare motivi allegri e coinvolgenti. Oggi, a distanza di un secolo, è interessante e stimolante conservare e trasmettere una storia musicale che si intreccia con la storia cittadina e italiana di quegli anni.

Siamo onorati di riportare una sintesi della vita artistica di Natalino scritta dalla figlia Silvia Codognotto Sandon


Quando nel 1932, un giovanissimo Natalino prese il famoso transatlantico “Conte di Savoia”, alla volta di New York, per conoscere ed ascoltare la musica americana (come si diceva una volta)sapeva solo che amava il Jazz e suonare la batteria.

Sulla nave riusciva, talvolta, a sostituire il batterista dell’Orchestra di Prima Classe, ma di cantare ancora non se ne parlava. Fu proprio il famoso violinista Jazz, Joe Venuti, che durante una delle 34 traversate atlantiche fatte da Natalino, sempre con la medesima nave, tra il 1932 e il 1935,lo costrinse a riflettere su “come” avrebbe voluto vivere questa sua grande passione per la musica. Un giorno lo portò con sé in una Radio che trasmetteva per gli Italiani in America, un’emittente molto ascoltata, e lì, Natalino accettò di cantare un brano molto famoso all’epoca “Parlami d’amore Mariù”. Non era esattamente il suo genere, ma subito emerse una voce molto personale, una musicalità profonda che gli avrebbe permesso, in un futuro, di passare facilmente dal genere melodico allo Swing. Quando nel Novembre del 1935 Natalino sbarcò definitivamente al porto di Genova, per tornare a Sampierdarena,dove abitava con la famiglia, aveva le idee chiare e per circa tre anni continuò a suonare la batteria e sempre più spesso, a cantare. Fino a quando incontrò il grande Gorni Kramer che lo introdusse alla Fonit(che rimarrà la sua casa discografica fino al 1960), trasformò definitivamente Natale Codognotto in Natalino Otto e nel 1940 uscì il suo primo successo “Biriei-ei” scritto peraltro dallo stesso Natalino, nel 1939. Un brano Swing, molto ispirato alle grandi orchestre d’oltre oceano e che, di fatto, iniziò la sua lunga e fortunata carriera che per oltre 20 anni, accompagnò la musica Italiana e i ricordi dei suoi molti ammiratori che anche oggi, ormai a 50 anni dalla sua morte, avvenuta a Milano (dove abitava dal 1946) il 4 Ottobre 1969, lo vivono come un simbolo di grande creatività artistica e di poliedricità, essendo stato a sua volta non solo interprete ma anche autore musicale, editore e discografico.

Nell’arco della sua carriera incise 2000 brani. Come molti suoi colleghi, negli anni ’50 partecipò a diversi Festival di Sanremo, da cui nacquero alcuni suoi successi del periodo, come “Mogliettina”, “Ci-ciu-cì”, “Avevamo la stessa età”. Senza dimenticare (ovviamente fuori dalla manifestazione sanremese) brani come “Fidanzatina”, “Mister Paganini”, “No Jazz”, “Non illuderti” e naturalmente tra i molti brani del periodo 1940-1950 “Mamma voglio anch’io la fidanzata”, “Solo me ne vo’ per la città (in cerca di te”), “Laura”, “Polvere di stelle”, “La classe degli asini”, “Mam’selle”, “Il nostro giorno” e molto ancora. Impossibile dimenticare la parentesi in lingua genovese, del 1965, con 8 canzoni scritte dalla coppia Reverberi-Calabrese tra le quali rimangono indelebili “Baexinna” e “Arriu”.

Per celebrare Natalino nel cinquantesimo della sua scomparsa la nostra Associazione di concerto con il Comune di Cogoleto, l’Associazione Pratozanino, l’Associazione Marco Rossi presentano tre eventi a lui dedicati.


Per avere maggiori dettagli sulla vita e il percorso artistico di Natalino Otto, senza incorrere nella marea di imprecisioni che si trovano su molteplici siti, potete procurarvi il libro scritto da Silvia Codognotto Sandon

Vendo Ritmo

Disponibile anche su Librerie Feltrinelli e Amazon